Scarico e sifone del piatto doccia: posizione, portata e griglia
Lo scarico è la parte del piatto doccia a cui quasi nessuno pensa, finché l’acqua non comincia a ristagnare sotto i piedi o non spunta quel sentore di fogna al mattino. Eppure è proprio lì che si decide se la doccia funzionerà bene per anni. Qui ti spieghiamo ciò che conta davvero: dove va lo scarico, quanta acqua deve inghiottire, cosa succede con l’altezza del sifone e come tenere pulita la griglia.
Dove va lo scarico: centrale o di lato
Non esiste una posizione “giusta” valida per tutti. La posizione dello scarico del piatto doccia dipende da un dato molto preciso del tuo bagno: dov’è la presa di scarico nel pavimento. Quella presa è già definita dall’opera muraria o dal vecchio impianto, ed è logico adattare il piatto a lei, non il contrario.
Le due opzioni più comuni sono:
- Scarico centrale. Resta equilibrato alla vista e distribuisce bene le pendenze verso la piletta. Funziona molto bene nei piatti quadrati o poco allungati.
- Scarico a un’estremità o laterale. È la scelta tipica quando la presa nel pavimento è addossata a una parete o in un angolo. Nei piatti lunghi (tipo 70×140 o 80×180) è di solito la più comoda, perché lascia libera tutta la zona di calpestio.
Dato che i piatti Aquatit si producono su misura in resina con carica minerale, la posizione dello scarico la scegli al momento dell’ordine. Tu ci dici dove hai la presa e noi foriamo la piletta proprio lì, con la pendenza già calcolata verso quel punto. Se hai dubbi sulle dimensioni, nella pagina misure 70×140 trovi un formato molto richiesto proprio perché consente lo scarico a un’estremità.
Portata: che inghiotta tutto ciò che cade
È il punto che provoca più problemi e il meno conosciuto. Non serve a niente una griglia bella se sotto il sifone defluisce piano. Un soffione a pioggia o un miscelatore termostatico aperto al massimo possono buttare giù parecchia acqua, e se lo scarico non la smaltisce allo stesso ritmo si forma un velo d’acqua che sale sopra i piedi.
Un buon sifone per piatto doccia deve smaltire intorno a 30-40 litri al minuto. Sotto quella cifra cominciano i ristagni con docce ad alta portata.
Uno scarico che smaltisce 35 l/min rispetto a uno da 20 l/min non si nota al momento della posa. Si nota ogni mattina, quando uno asciuga il piatto in pochi secondi e l’altro lascia una pozza ad aspettare.
La portata reale dipende dal sifone in sé, ma anche dall’impianto: un tubo di scarico con poca pendenza o con qualche gomito di troppo penalizza parecchio. Se ristrutturi, vale la pena verificare che lo scarico a pavimento abbia la giusta inclinazione prima di posare il piatto.
L’altezza del sifone e il problema degli impianti a filo
Qui c’è il secondo grande grattacapo. Il sifone occupa altezza sotto il piatto, e non sempre c’è spazio. Nelle ristrutturazioni in cui il piatto si installa quasi a filo del pavimento finito, o su soletta senza quasi vano, un sifone standard semplicemente non ci sta.
Per questi casi esistono i sifoni extrapiatti, molto più bassi. Hanno un difetto: riducendo l’altezza, molti modelli riducono anche il battente idraulico e la portata. Per questo conviene sceglierli con criterio e non accontentarsi del fatto che “ci entra”. L’ideale è un extrapiatto che continui a smaltire con margine e mantenga un buon tappo d’acqua contro gli odori.
Il consiglio è semplice: prima di acquistare, misura il vano reale che hai sotto il piatto. Con quel dato possiamo orientarti su un sifone standard o uno extrapiatto, sia in finitura Liscio sia nel rilievo antiscivolo della gamma Ardesia.
La griglia: inclusa, in acciaio inox e facile da pulire
La griglia è la parte a vista, quella che filtra capelli e residui prima che arrivino al sifone. In Aquatit la griglia è in acciaio inox ed è inclusa con il piatto, esattamente come il sifone. Non c’è da comprarla a parte né cercare misure strane.
La sua manutenzione è semplicissima:
- Solleva la griglia (di solito è appoggiata o si stacca con un quarto di giro).
- Togli capelli e sapone accumulati nel cestello della piletta una volta a settimana.
- Sciacqua la griglia e, se vuoi, passaci un panno con un anticalcare delicato perché l’inox non perda lucentezza.
Cinque minuti a settimana evitano il 90% degli intasamenti lenti.
Cattivi odori: è tutta questione di battente idraulico
Se la tua doccia sa di scarico, quasi sempre è colpa di un battente idraulico insufficiente o evaporato. Il sifone funziona trattenendo sempre un po’ d’acqua che fa da tappo contro i gas della rete fognaria. Se quel tappo si asciuga (per esempio in una seconda casa chiusa per settimane) o se il sifone è troppo basso e trattiene poca acqua, gli odori salgono.
La soluzione passa per un sifone con un battente idraulico decente e, nelle docce di uso saltuario, per il far scorrere l’acqua di tanto in tanto per ricaricare il tappo. È anche per questo che insistiamo tanto nel non scegliere l’extrapiatto solo per la sua altezza.
Cosa indicare nel tuo ordine
Lo scarico del piatto doccia si riassume in quattro scelte: posizione in base alla tua presa a pavimento, portata sufficiente (punta ai 30-40 l/min), altezza del sifone adeguata al vano disponibile e una griglia che tieni pulita. In Aquatit il sifone e la griglia in acciaio inox sono inclusi gratis in tutti i nostri piatti, e la posizione dello scarico la indichi tu in fase d’ordine, così il piatto arriva pronto per la tua installazione.
Vuoi il tuo piatto con lo scarico esattamente dove ti serve? Configuralo in su misura e ottieni il prezzo all’istante, oppure raccontaci il tuo caso da contatto e ti aiutiamo a scegliere il sifone giusto.
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